Ma sempre ci sarà un buco nel muro dell' inverno per rivedere l'estate più bella...

e senza che nessuno li chiami i ricordi felici vengono a dir presente,

a riprendere posto accanto al fuoco vivo.

sabato 6 agosto 2011





Parla piano e poi
non dire quel che hai detto gia’
le bugie non invecchiano
sulle tue labbra aiutano
tanto poi
è un’altra solitudine specchiata
scordiamoci di attendere
il volto per rimpiangere
Parla ancora e poi
dimmi quel che non mi dirai
versami il veleno di
quel che hai fatto prima…
su di noi
il tempo ha gia’ giocato ha gia’ scherzato
ora non rimane che
provar la verita’
Che ti da’ che ti da’
nascondere negli angoli
dire non dire
il gusto di tradire una stagione
sopra il volto tuo
pago il pegno di
volere ancora avere
ammalarmi di te
raccontandoti di me
Quando ami qualcuno
meglio amarlo davvero e del tutto
o non prenderlo affatto
dove hai tenuto nascosto
finora chi sei?
cercare mostrare provare una parte di sé
un paradiso di bugie
La verita’ non si sa non si sa..
come riconoscerla
cercarla nascosta
nelle tasche i cassetti il telefono
che ti da’ che mi da’
cercare dietro gli angoli
celare i pensieri
morire da soli
in un’alchimia di desideri
sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a me
non sapendo dividere
dividermi con te
Che ti da’ che mi da’
affidarsi a te non fidandomi di me..
Sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a noi
dividerti soltanto
nel volto del ricordo.

lunedì 30 maggio 2011

Sul lungomare del mondo...Polvere di gesso

Lasciando andare serenamente i ricordi
per poter guardare con leggerezza al futuro
con apertura verso quello che verrà...
si respira, respiro e vivo...
queste canzoni ne coronano il senso.


Sul lungomare del mondo



Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
I passi fatti e quelli che farò
Da oggi ogni giorno nascerò da zero
Non mi han convinto i pessimisti no
Non mi han convinto i disonesti no
Non son persuaso dai persuasori no
Io seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E i bar che passan le canzoni
Sono tranquillo la pioggia poi fa posto al tempo bello
Così è da sempre e sempre resterà
E tutto cambia e tutto cambierà ancora
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
del mondo
Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
e conta solo quello che farò
da oggi ogni giorno io vivrò davvero
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E seguo il volo dei gabbiani sul lungomare del mondo
E cerco un posto dove stendermi e guardar le stelle con te insieme a te
E tu, che stella sei?


Polvere di gesso



Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
faccio un segno su un muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età
Io ogni mattina quando parto
lascio aperta la mia porta
se qualcuno verrà
e poi metto polvere di gesso
sul pavimento di casa
per i passi che farà
perché quando c'é una porta aperta
di sicuro prima o dopo si sa

Io ogni sera quando torno
lascio delle tracce bianche
sulla polvere che sa
che qui non ci viene mai nessuno
e nemmeno per oggi
non ci sono novità
e poi richiudo la mia porta
per la notte e per il freddo che ci fa

Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
graffio un pezzo di muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età

venerdì 29 aprile 2011

Questo Amore (Cet Amour)

Poesia di Jaques Prevert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.


lunedì 28 marzo 2011

Senza titolo e parole lasciando spazio alla musica



Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Poi respirare il profumo del mare
Mentre dal vento tu ti lasci cullare
Fare il signore o il mendicante
Non scordarsi mai però di essere anche amante
Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Stringere il sole, nelle mie mani
Togliergli i raggi come ad un'albero i rami
Per circondare il tuo viso in calore
Non per fare un petalo intorno al suo fiore

Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Spegnere il germe del nostro gioco
Sazi d'amore ma contenti di poco
Chiedere all'aria i suoi tesori
E così nel chiuso puoi sentirti sempre fuori
Stasera, che sera
Di notte l'amore l'amore

Fare il conteggio dei giorni passati
Sapere adesso che non sono sciupati
E che tu sei sempre viva e presente
Ora come allora tu sei gia nella mia mente

Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me
Stasera, che sera
Restare tutto il tempo con te
Di notte l'amore l'amore
È sempre una sorpresa per me





LETAMI

Come letami nel borgo aspetti in un ritorno che porta lontano
e piano poi t'aspetterò.
No, non toccarmi le mani rimani lì a guardare appeso tra i rami
e non mi dire mai di no,
e non mi dire no,
non dire mai di no,
e se ti aspetterò..

Sono notti che non dormo e forte grido,
grido anche da fuori
mentre tutto scorre lento e più lento tornerà,
giro, appoggiato ai muri
peggio di un tormento fermo che piano salirà,
fino quà..

Fai arrossire il tuo viso aspetta che domani dal freddo asce il sole
donandogli calore, tu,
fermati solo un istante ad ascoltare il vento del mare che sale
e non mi dire mai di no,
e non mi dire no,
non dire, già lo so,
e se ti aspetterò..

Sono notti che nascosto e forte grido,
grido anche da fuori
anche se fa male il tempo che lento scivola,
giro, appoggiato ai muri
sento il cigolare fermo che piano se ne va, se ne va..

Sono notti che non dormo e forte grido,
grido anche da fuori
mentre tutto scorre lento e più lento tornerà,
giro, appoggiato ai muri
peggio di un tormento fermo che piano salirà,
fino quà.

venerdì 18 marzo 2011

A TEMPO DI BOLERO





Andando,

andavo lungo una strada che mi faceva male.

Il sole bruciava l'anima,

la luce accecava i sensi,

il vento stordiva i pensieri.

Camminavo,

camminando mi sentivo sola.

Le pietre sotto i piedi pungevano

la pelle sanguinava e doleva,

ma il dolore che sentivo dentro

era più forte di tutto il resto.

Bussai a più porte

ma le abitazioni echeggiavano di vuoto,

non rispondeva nessuno,

chiamai a gran voce

e le parole si persero nel tempo,

nell'aria,

nell'infinito che mi circondava.

Aspettando,

attendevo un ritorno,

il ritorno delle emozioni e sensazioni

che vivificano la vita

e che un giorno persi.

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martedì 15 marzo 2011

Canta il Gallo...chicchiricchicchiii!

il gallo... tra disegni e sculture.

Torna primavera, l'aria si riscalda, il tepore rallegra gli animi, inizia il tempo dell'amoreggiare per gli animali e per gli uomini, come cantava Battisti: i giardini di marzo si vestono di nuovi colori e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori...

sarà che sono una nostalgica/romantica e questo è il periodo dell'anno migliore per me, il periodo in cui VIVO, sogno, amo...


Dunque cosa succede? è la stagione degli amori e quindi il gallo canta ed io ho deciso di dedicare al gallo le mie attenzioni, lavori in corso, progetti e idee in opera, ma ecco a voi le primizie, graditi i commenti..e seguitemi per vedere il procedere dei lavori, ciao e buona creatività a tutti.

vi svelo un segreto...non fa chicchirichì, però fischia!



I Giardini di marzo è una delle mie canzoni preferite, la dedico a chi vorrà ascoltarla, Teresa.




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lunedì 28 febbraio 2011

ZAGARE E GELSOMINI




E la mancanza è forte come il mare tempestoso durante la bufera.

Rabbiose onde infuriate dal vento che urla forte e corre

per consumare il suo tormento, così l'anima mia.

Mancanza,

Vuoto,

mi solcano ora dopo ora,

resisto, resisto,

una vanga scava nel mio muto dolore,

il silenzio in cui prolifica questo male,

che non ha nome, non ha tempo, non ha fine.

Mancanza,

manchi a me, alla mia vita,

manca la primavera al mio giardino dove non fioriscono più di notte

Zagare e Gelsomini,

dove non suona più la musica nostra bella

e dove tu più non canti nè io ballo.

La felicità è spenta e non odora più l'aria di

Zagare e Gelsomini.







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